Uno sguardo, tempo due o tre secondi, e nel giudicare una persona spesso, siamo più lesti di un pistolero ad estrarre la pistola nel West, più veloci di una bilancia elettronica a pronunciarsi su di un peso. Succede che non sempre ci prendiamo la briga di conoscere la gente, spesso la scannerizziamo, facciamo agli altri una Tac pseudo-psicologica con un'occhiata e in un batter d'occhio (per l'appunto) zzzzz...ecco il risultato. Quello ride? Deve essere simpatico, tenere in orbita. Quella è seria? Deve essere una musona, allontanare dalla cerchia. Approfondire poi quanto di circostanza possa essere un sorriso e quanto originato da un periodo storto possa essere una posa seria, richiede tempo e quindi chi ce lo fa fare? Insieme all'orgoglio e al pregiudizio, la prima impressione visiva che abbiamo di una persona, è senza ombra di dubbio una limitazione, uno stallo dell'intelligenza che ci avrà fatto perdere e ci fa perdere continuamente, splendide occasioni di incontro. Forse a volte una visione di insieme ce la può anche dare e magari la conoscenza non farà altro che confermare quello che avevamo ipotizzato, ma in tanti casi capita anche di ricredersi e di capire che giudicare una persona da un solo senso quando ne abbiamo ben cinque, cinque e mezzo a disposizione, è un atteggiamento piuttosto superficiale.