Io sono quello che quando nacque in un giorno di mimosa era quasi primavera. Io sono quello che usa il cielo come una lavagna per scriverci i suoi sogni e non ha mai paura di sporcarlo, solo che qualche pioggia farà da cimosa e me li laverà. Non c’è problema riscrivo...ho un gesso grosso così. Io sono quello che ha portato i capelli lunghi tutta la gioventù perché la vita ci rimanesse incastrata, solo che poi dalla prigione dei miei capelli, la vita si è liberata e in cambio mi ha lasciato la zucca pelata. Sono la sera verso le 16 della Vigilia di Natale, ferma e in attesa che il giorno dopo possa essere celebrata la vita e ben venga quel Bambino ad esserci amico, se lo vorrà, quando vorrà. Tu sei Bond, James Bond? Piacere…io sono Grullo, Molto Grullo. Io sono sempre stato quello esageratamente buono e quello esageratamente ormonico, la testa e la croce di una moneta che vorrei fosse prezioso tesoro per chi mi circonda, fosse anche buona per prendere un caffè alla macchinetta e se non funziono sfregatemi pure. Fregatemi no. Io sono il compendio di mille canzoni che nell’aria hanno suonato, jukebox ambulante di pelle e passato, sono quello che batte la testa sullo stesso muro finchè non sentirà almeno un mattone dello stesso crepitare. Sono la stella esplosa in una gamma infinita di cieli che credevo infiniti per me, la vetta più facilmente raggiungibile di chiunque vorrà piantare una bandiera, la pianta in terrazza che si sforzerà di non appassire, l'ultima luce che non si arrende al brunire. Sono il bianco e il nero, la gioia e il dolore, il sesso e l’amore, la luna ed il sole. Esattamente come tutti, non una emozione di più, non una di meno. Sono vivo ed essere vivo, esistere, è la più bella qualità che ho. Sono il bianco e il nero…però coloratemi e io vi colorerò.

