E così in Italia, dopo Calimero con il guscio rotto vennero le Veline a buco ritto.
Sono ormai già 20 anni che queste creaturine catodiche riempono i teleschermi del dopocena con i loro balletti ritmati al suono di qualche successo di stagione e visto che la selezione naturale ha loro sorriso hanno saputo evolversi anche in Letterine, Schedine, Meteorine…Ine varie insomma.
Compito primo delle veline è naturalmente garantire l’innalzamento dell’Auditel con il risultato che spesso fanno alzare anche…qualcos’altro con le loro fresche e seducenti movenze che glorificano la perfezione di un fisico tornito e muscoloso. Il volto delle Veline è carino, da farci tante carezzine ed è dotato di un sorriso tanto prestampato quanto la scheda madre di un registratore di cassa.
La loro voce non è facilmente udibile ma in verità nessuno si aspetta di sentirsi decantare la Divina Commedia dalle loro bocche anche perché gli argomenti che hanno da esporre sono ottimamente inclusi in calzoncini mignon e toppettini che abbondano di perfette forme che la natura ha pensato bene di fornirgli. Il loro palcoscenico di elezione è la telepromozione dove esse ci decanteranno le virtù di qualche prodotto commerciale con la presenza scenica di una Marcuzzi a corto di Activia. Teatralmente piuttosto stitiche, le Veline non riescono quasi mai anzi proprio mai ad approdare al dorato mondo del cinema ma non si perderanno d’animo e finito il loro mandato nel contenitore televisivo assumeranno 12 pose mensili alla larga da qualunque sarto che procureranno incassi esagerati decisamente sproporzionati al lavoro svolto. Le 12 pose mensili verranno poi compendiate nell’ormai celebre calendario che qualche chiodo dove venire appeso lo troverà sempre e pena ci colga a considerare superficiale e sfacciata la loro nudità perché le Veline, ora organizzate le corde vocali, ci terranno a far sapere che il loro è stato un lavoro artistico ove la bellezza femminile viene assurta a icona del tempo che passa sopra i nostri ignudi corpi. A questo punto, sentite queste parole il sottoscritto si incazza come una iena e dice loro: “Care Veline belline, belline, siamo in Italia. ITALIA. Un paese dove l’arte la si trova come omaggio anche nelle confezioni delle merendine, dove la si trova anche nel parcheggio dell’Ipercoop e voi per giustificare un incasso che un operaio non raccatta in una vita per 12 foto a culo all’aria mi venite a dire che avete sacrificato il vostro pudore per offrirci un prodotto artistico…Grrrrrrrrrrr…Care Veline prendetevi l’etere e il mio dopocena, prendetevi il bomber di serie A e il tavolo in discoteca ma non vi venga l’idea di offendere la mia intelligenza perché quella non ve la do qualunque morbida e confortante rotondità voi abbiate da offrirmi. Questo avevo a cuore di dirvelo da molto, poi guadagnate quanto vi pare e vi danno perché se li dessero a me li piglierei anche io tutti quei quattrini.” Sfogliate anche tutte le pagine del calendario Le Veline spesso diventano partecipanti di uno dei tanti reality e poi fatalmente la polvere di stelle finisce di farle brillare. Non so perché ma a me Le Veline a fine carriera mi danno sempre un leggero senso di tristezza. Per davvero.
Propongo comunque che il sogno continui anche per le Veline
